Source: Spada, Stato della Casa dell’Archiospedale di Santo Spirito di Roma, Chapter 5, Appendix N. ASR-OSS 47, pp. 229–240.
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Discorso sopra la musica della Chiesa
li 11 Aprile 1660
La Chiesa di San Spirito, ordinata al servigio di questa casa hospitio d’Infermi, di Proietti, di Monache, di Zitelle, di Balie, di Frati e di Ministri per l’azienda di beni, fondamento temporale di tante opere pie, che si fanno, ha annessa la cura d’anime, quale è appoggiata ad uno di essi frati, e questo ha sotto di sé un sacerdote secolare con titolo di sotto curato, e la cura ascende a circa 2,000 anime.
Il vaso della chiesa è grande competentemente, ma con una sola nave, e senza bracci di croce et oltre l’altare maggiore ha 9 cappelle eguali e bene ornate, in figura di semicircolo con porta laterale incontro ad una cappella, provvista abbondantemente la chiesa di suppellettili sacre preziose, ed ogn’altra cosa desiderabile, riposte in un bel vaso di sacristia, ornato anch’egli più che decentemente.
L’altare maggiore è conforme all’uso antico, posto in Isola fra il corpo di detta Chiesa, et il Choro con quattro pilastri e colonne, che sostengono una cuppoletta.
Non solo vi è il materiale del Choro ma vi è anche il formale, dovendo i frati in virtù delle loro regole fra le funzioni spirituali, a che sono astretti, recitare anche tutte le divine laudi in Choro ogni giorno, ma perché questa Casa si è ridotta a poco numero de frati, non passando hoggi il numero di 23, de’ quali 12 solo sono in Roma, e questi havendo il governo degli Infermi, delle Zitelle, delle Balie, delle Dispense, della campagna, e di tante altre cose che derivano da Casali, Castelli, Vigne e simili, non possono per lo più nelle hore debite ritrovarsi in Choro, e dal Priore di Chiesa in poi che non manca mai;